Sgomberato il campo popolare Davide Cesare, periferie sempre più degradate

Oggi dopo appena tre giorni di apertura del campo popolare Davide Cesare, vicino alla stazione di Trenitalia di Torre del Greco, durante i lavori di bonifica e recupero dello spazio dal basso, le forze del disordine ci hanno presentato il conto, sgomberando la struttura e negando l’accesso ai tanti ragazzi che volevano giocare a calcio.

Questa è l’ennesima prova muscolare che la repressione in città sta dando contro i movimenti e le individualità che tentano di dare un po’ di colore ad una realtà che le istituzioni vogliono che rimanga grigia e apatica.

In pochi giorni di riappropriazione il campo liberato si era iniziato a segnalare per una messa in pratica di sport tra ragazzi di tutte le età, tornei antirazzisti, proiezioni di documentari ed erano in programma numerose iniziative che con l’avvio della settimana sarebbero state programmate con tutti i ragazzi che vivono il luogo. 

Quest’ennesimo sgombero, che segue quello dello scorso giugno dell’ex Sementificio, va inserito nella strategia che istituzioni locali e Trenitalia stanno adottando nei riguardi del trasporto pubblico dell’area vesuviana, che assiste da più di un anno e mezzo alla chiusura della tratta che passa da San Giovanni a Torre Annunziata a causa di un contenzioso tra pubblico e privato in seguito al crollo della storica Villa d’Elboeuf, negando di fatto il diritto al trasporto pubblico a una grossa fetta di cittadini.

Singolare ci è apparsa anche la posizione espressa dall’amministrazione comunale di Torre del Greco che, nell’ultima conferenza dei sindaci della zona interessata alla chiusura ferroviaria, ha manifestato una netta contrarietà alla riapertura della stazione.

Addirittura le primissime notizie trapelate immediatamente dopo l’inizio della bonifica di due giorni fa vociferavano di una probabile apertura dell’ennesimo parcheggio in quello spazio, forse a disposizione dei vigili urbani o per l’ennesima società che vorrà fare profitto in una città cementificata in ogni dove e ostaggio di numerosi cantieri che non lasciano aria e spazi alla collettività.

In questo caso, si continua a sfruttare uno spazio sottratto all’aggregazione e alla socialità per favorire la repressione che opera in provincia e in periferia, dove i ragazzi che vivono le strade sono sempre sotto l’occhio di forze dell’ordine che spesso praticano abusi, come recentemente testimonia la morte di Davide Bifolco, un’altra vita repressa solo perché nata in contesti difficoltosi.

Di sicuro non sarà l’operazione di questo pomeriggio ad intimidirci o a farci desistere in quest’opera di bonifica dal basso e di aggregazione socio-sportiva con i ragazzi del quartiere: invitiamo ancora una volta a disertare le urne in occasione delle prossime elezioni regionali – appuntamento che già lascia fare l’acquolina in bocca ai soliti sciacalli – e a costruire momenti di socialità e di lotta diffusi su tutti i nostri territori, devastati e impoveriti dalle politiche di uno stato borghese ed affamatore.

Questa è un’amministrazione comunale complice e colpevole di tutti gli attacchi agli spazi di aggregazione sociale.

ANTIFA VESUVIO

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